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Degustazione Barolo 2006 by Decanter

Degustazione alla cieca a cura di: Stephen Brook, Nicolas Clerc MS, Aldo Fiordelli

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ORIGINAL ENGLISH VERSION: https://www.decanter.com/premium/barolo-2006-panel-tasting-results-434175/?utm_source=Facebook&utm_medium=Social&utm_campaign=Premium 

BAROLO BUSSIA RISERVA ORO 2006 - 95 PUNTI

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Stephen Brook: rosso intenso. Naso decisamente floreale, con ricchi profumi di lampone e un leggero sentore di carne. Ricco ed elegante, concentrato ma ancora fresco, con molta acidità e spezie. Brillante, energico, vivace e non troppo estratto.

Nicolas Clerc MS: naso complesso e preciso, maturo e floreale, note delicate di terra. Evoluzione molto lenta. Sapore distinto e riconoscibile, maturo e rotondo, generoso e deciso. Equilibrato, armonico e lungo.

Aldo Fiordelli: colore concentrato e denso al palato con un'iniziale "tostatura" di rovere alla quale segue un concentrato di frutta rossa e fiori secchi, rabarbaro, liquirizia, catrame, sentori di fragolina di bosco. Carattere riconoscibile, saporito, giovanile.

Finestra di bevibilità: 2020-2029

 

BAROLO 2006: i risultati della degustazione di DECANTER 

E' ormai trascorso tempo a sufficienza per veder risplendere le qualità di questi grandi vini; tra i migliori Barolo 2006 troviamo sia maturità che freschezza, molti di questi continueranno il loro affinamento molto bene.

Con solo 29 vini selezionati da degustare, i giudici di Decanter hanno convenuto che era impossibile trarre conclusioni su quale comune della zona del Barolo avesse raggiunto, con i suoi vini, la miglior performance.

Nicolas Clerc MS ha dichiarato di essere "piacevolmente sorpreso" dai vini, aggiungendo "anche se non è un'annata che ho degustato spesso, ne ho sentito parlare molto, la trovo un' annata controversa".

All'inizio degli anni 2000, le diatribe tra i sostenitori delle filosofie vinicole "tradizionaliste" e "moderniste" erano diventate un catalizzatore per il cambiamento stilistico. Aldo Fiordelli ha spiegato: "La tradizione della regione si basava, in origine, su stili molto estrattivi, ma oggi siamo arrivati a stili di vino meno estrattivi e più equilibrati. Il Barolo 2006 si trova un po 'nel mezzo; alcuni vini sono ancora piuttosto estratti e potenti rispetto ad altri vini orientati più verso la freschezza e verso l'equilibrio.

Stephen Brook ha aggiunto: "Ho notato che, con l'affinamento - questi vini hanno 14 anni - ciò che emerge sono la qualità del frutto, la qualità della vinificazione e la qualità del terroir; non se i tini fossero di queste o quelle dimensioni ... "

Questi Barolo del 2006 sono pronti da bere ora, concordano i giudici di Decanter, anche se il potenziale di affinamento della maggior parte di questi vini è di un altro decennio, dicono. 

Riassumendo, Clerc ha concluso: "Penso che quello che abbiamo degustato oggi sia stato eccellente. C'erano i livelli di maturità ed evoluzione, per lo più ho premiato i vini con un'evoluzione più lenta, che per me è una caratteristica di un grande vino. Tra i migliori vini troviamo quelli che hanno conservato una buona acidità, un buon equilibrio e tannini ricchi,gastronomici. La maggior parte di loro ha ancora un grande potenziale d'invecchiamento!"

 

INFORMAZIONI SUL BAROLO 2006 - autore: Stephen Brook

Come tante annate di questo complesso angolo del Piemonte, il 2006 ha ricevuto pareri contrastanti.

La stagione di crescita è stata complicata. Dopo un inverno freddo e umido arrivò un maggio caldo e secco, con bel tempo all'inizio dell'estate. Le temperature si sono raffreddate ad agosto, ma sono rimaste per lo più asciutte fino a metà settembre, quando vi sono state piogge considerevoli. Le notti più fresche sono state fondamentali per conservare l'acidità e il tannino.

Le valutazioni iniziali variavano. Alcuni hanno acclamato i vini di Serralunga mentre altri consideravano i vini dei comuni di Monforte e Castiglione Falletto come migliori. Molti concordarono, tuttavia, che questa era un'annata tannica, con vini austeri. Molti non erano invece convinti dell'abbondante corpo dei vini, ma era loro chiaro che tali vini avessero il potenziale per invecchiare bene.

Punto di svolta. L'annata 2006 è stata un'annata di svolta, in un momento di transizione per la zona del Barolo. La tanto discussa battaglia tra "tradizionalisti", che preferivano grandi botti neutre, e "modernisti", che preferivano macerazioni più brevi seguite da invecchiamento in barrique, stava cominciando ad affievolirsi, almeno nel senso che la distinzione tra i due stili si stava sfocando. C'erano ancora estremisti da entrambe le parti, ma molti produttori stavano diventando più flessibili e pragmatici quando si trattava di vinificazione e invecchiamento.

I vini giovani non erano facili da assaggiare, ma erano meno difficili rispetto ad alcune annate precedenti, quando l'estrazione era molto spinta e i tannini potevano sopraffare il palato. La gestione dei tannini sembrava essere la sfida nel 2006; tra i migliori viticoltori vi sono stati quelli che sono riusciti a modellare vini equilibrati, con tannini ben integrati. Coloro che hanno avuto meno successo hanno prodotto vini troppo tannici ed eccessivamente rigidi, che in alcuni casi risultavano piuttosto asciutti. Le Riserva non erano necessariamente superiori: sebbene tre dei sei migliori vini di questa degustazione fossero effettivamente Riserva, ce n'erano anche quattro che non lo erano.

Il 2006 è da considerarsi un'annata classica per il Barolo. È meno affascinante del 2004, ha meno frutto del 2007, è meno intensa del 2010, ma con colori ricchi, con un corpo e una struttura accattivanti e complessi. Molti vini sono ormai maturi, nel senso che si stanno sviluppando aromi secondari (foglie bagnate, pancetta, catrame), sebbene molti fra i migliori vini abbiano ancora aromi seducenti di frutti rossi e un marcato carattere floreale. Alcuni hanno bisogno di essere bevuti presto, ma in questa degustazione, tali erano in minoranza. La maggior parte dei vini darà il meglio negli anni a venire.
Dato il numero limitato di vini assaggiati in questa degustazione, ognuno ha dovuto essere valutato per i suoi meriti; i migliori esempi hanno dimostrato freschezza, precisione e tannini ben integrati.

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Blind tasted by Stephen Brook, Nicolas Clerc MS, Aldo Fiordelli

BAROLO BUSSIA RISERVA ORO 2006 - 95 POINTS

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Stephen Brook: Deep red. Distinctly floral nose, with lush raspberry fruit and a slight meatiness. Rich and sleek, concentrated but still fresh, with plenty of acidity and spice. Bright, energetic, lively and not too extracted.

Nicolas Clerc MS: Complex and distinguished, ripe and floral, earthy and pretty nose. Very slow evolution. Distinguished and precise palate, ripe and round, generous and firm. Balanced, harmonious and long.

Aldo Fiordelli: Dense colour and dense on the palate with a ‘toastiness’ of oak first then depth of red fruit and dried flowers, rhubarb, liquorice, tar, hints of ‘framboise sauvage’. Typical, savoury, plenty of youthful character.

Drinking Window 2020 - 2029

BAROLO 2006: PANEL TASTING RESULTS

Sufficient time has now passed for the quality of the top wines to shine through – the best 2006 Barolos offer both maturity and freshness, and many will continue to age well.

With only 29 wines to be tasted, our judges agreed it was impossible to draw any broad conclusions as to which of the Barolo communes performed the best. But in fact, the top 10 featured at least one wine from each of the major Barolo communes, with six wines in all awarded an Outstanding score.

Nicolas Clerc MS said he was ‘pleasantly surprised’ by the wines, adding that, "although it’s not a vintage I have come across often, I have heard about it a lot – it’s a kind of controversial vintage".

By the mid-2000s, the disputes within the region among the proponents of ‘traditionalist’ and ‘modernist’ winemaking philosophies had in the end become a catalyst for stylistic change. Aldo Fiordelli explained: ‘The region’s tradition was originally for very extractive styles, but today we have arrived at a less extractive and more balanced style of wine overall. Barolo 2006 was a bit in the middle, with some examples which are still quite extractive and powerful compared to other wines which show more freshness and balance.’

Stephen Brook added: "I’ve noticed before that, with age – these wines are now 14 years old – what comes through is the quality of the fruit, the quality of the winemaking and the quality of the terroir; not whether the vats were this size or that size…"

These 2006 Barolos are ready to drink now, our judges agreed, although they emphasised that the best wines will easily age for another decade. Fiordelli outlined: "We don’t expect too much evolution from these wines yet, because Nebbiolo is one of the world’s most ageable varieties, so you would expect freshness alongside a little evolution at this point. And we have this, I think, in the best examples."

Brook stressed that "the best wines have a lot of freshness as well as staying power. But the strong secondary characters in evidence may not please those people who want fruit above all."

Summing up, Clerc concluded: "I think what we had today was quite excellent. The levels of maturity and evolution were there, and I mostly rewarded the wines which were showing a slower evolution, which has always for me been a sign of great wine. The best wines here have retained acidity, precision and gastronomic tannins. Some of them still have the potential to age even longer – I think most of them actually!"

ABOUT BAROLO 2006 by Stephen Brook

Like so many vintages in this complex corner of Piedmont, 2006 had a mixed reception on release. The growing season was complicated. After a cold, wet winter came a hot and dry May, with good weather into early summer. Temperatures cooled in August, but it remained mostly dry until mid-September when there was considerable rainfall. Cooler nights preserved acidity and tannin while most growers waited for drier conditions before harvesting.

Initial assessments varied. Some acclaimed the wines from Serralunga; others detected greenness in some examples. Monforte and Castiglione Falletto were considered to have been successful, but some found La Morra relatively disappointing. Most agreed, however, that this was a tannic vintage, with wines that were austere from the outset. Crowd-pleasers they were not, but it was clear they had the potential to age well.

TURNING POINT

The 2006 vintage took place at a transitional moment for Barolo. The much-discussed battle between ‘traditionalists’, who favoured large neutral casks, and ‘modernists’, who preferred shorter macerations followed by ageing in barriques, was beginning to calm down – at least in the sense that the distinction between the two styles was becoming blurred. There were still partisans on both sides, but many producers were becoming more flexible and pragmatic when it came to vinification and ageing.

The young wines had not been easy to taste, but they were less punishing than in some previous vintages, when extraction had been pushed much further, and tannins could overwhelm the palate.Tannin management seems to be the name of the game in 2006, with the top winemakers succeeding in fashioning wines with polish and integrated tannins. Those who were less successful produced overly firm, tannic examples, which in some cases were quite drying. The Riservas were not necessarily superior: although three of the top six wines of this tasting were indeed Riservas, there were also four among the less admired.

2006 is a classic vintage for Barolo. It is less charming than 2004, less fruit-driven than 2007, less intense than 2010, but with rich colours and an appealing and complex sturdiness and structure. Many wines are now mature, in the sense that secondary aromas (wet leaves, bacon, tar) are developing, although many of the best wines still have beguiling red-fruit aromas and a marked floral character. Some do need to be drunk soon, but in this tasting these were in the minority. Most wines will cruise on for many years to come.
Given the limited number of wines poured in this tasting, each had to be assessed on its own merits, and the best examples demonstrated freshness and precision with integrated tannins.

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