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Zampaglione Don Chisciotte 2008 Intravino ago 2017 Giannone ...

La batteria di Barolo 2016 di Parusso conferma la grandeur del millesimo

di ANDREA GORI

ENGLISH VERSION FOLLOWS 

Non ci siamo gustati come volevamo, per ora, la magnifica annata 2016 in Langa ma gli assaggi dei grandi produttori li stiamo effettuando, online, con la calma relativa dovuta all’emergenza Covid19. Diciamo subito che si conferma tutta la grande magia del millesimo con il suo tannino incalzante, fermo teso ma mai aggressivo unito ad una bella polposità di frutto che non raggiunge, per fortuna, gli eccessi della 2015 mantendosi sui binari di un gusto classico. Altra cifra molto evidente il ruolo e il rango dei cru e dei vigneti che come spesso accade nelle grandi annate svelano tutto il loro potenziale e carattere. Non fa eccezione Marco Parusso e la sua gamma 2016 che mostra una definizione splendida di frutto e tannino ma anche l’insopprimibile stoffa dei vigneti.

I vini Parusso sono oggetti non semplici da maneggiare perchè concentrazione ricchezza e intensità sono piuttosto in controtendenza con le magrezze e il diafano splendore ricercato da tanti assaggiatori, ma seguono le idee del suo creatore che ormai da anni segue una filosofica e una pratica unica in Langa, con una vendemmia del nebbiolo leggermente anticipata e una prosecuzione di qualche ora in cantina della maturazione degli acini in atmosfera saturata da propoli per andare in pressa con bucce più soffici miste ai raspi.

Raspi che servono anche per innescare processi ossidativi controllati che accompagneranno l’evoluzione del vino nella lavorazione a caldo sia nel rotomaceratore (orrore!)  che nelle botti dove l’alta porosità continua il trattamento ossigeno. Una ossidazione lunga però controllata perchè l’uso della feccia nelle botti (fino a 8lt per contenitore) fa da riduttore della situazione. Quello che emerge dai bicchieri è impressionante per lucidità e pulizia ma non penalizza il carattere dei vini rendendoli semmai solo bottiglie da apprezzare con calma, se possibile tornando spesso sullo stesso vino per più volte nell’arco di diversi giorni per apprezzarne soprattutto in gioventù, tutte le sfumature.

Barolo Mariondino DOCG 2016
Siamo a Castiglione Falletto sulla destra tra Cavallotto e Monprivato e Monvigliero poco prima di passare a Monforte, l’esposizione è tutta nord ovest con tanta sabbia, Molta spezia, colore tenue e tannino meno incisivo di altre zone, con sensazioni di agrumi gialli, carattere solare piccante, peperone e cumino, sorso godereccio di pesca, albicocche passite, lunghezza e passo spedito, animato ed elettrico, di sostanza e leggerezza struggenti. 95

Barolo Mosconi DOCG 2016
Siamo a Monforte con  l’esposizione del mattino (davanti a Cascina Francia) e sotto abbiamo più argilla che sabbia (marna e tufo bianco) e quindi vini più maschili tra agrumi rossi e neri, spezia scura tra musk e pepe nero, decisamente ancora indietro ma ficcante e saporito, un carattere dark knight completato da  tabacco domenicano, tostature importanti, bocca molto indietro ma tannino che aggredisce piacevolmente il palato. Finale balsamico con tracce potenti di alloro e talco mentolato. 94+

Barolo Bussia 2016 DOCG
Esposizione da mattino, siamo vicini all’inizio delle Rocche di Castiglione con il vigneto Rocche “”più kashmir che seta” con esposizione sud sud est, calcare fine, quasi talco. Più finezza ed eleganza, sempre la prima grande vigna a vendemmiarsi, unita al vigneto più intenso Munie (sud/ovest). Note di agrumi e alchechengi, tannino estremo ma sontuoso, cresce alla distanza e regala emozioni in saliscendi di dolcezza (quasi pesca e albicocca a tratti) e amaro, umami e zuccherino, balsamico e terroso, un bellissimo affresco di Langa dove anche nocciole, alloro e mandorle tostate fanno capolino insieme a canfora e una viola ammantata di incenso. 96

Barolo Classico “etichetta bianca” DOCG 2016
Un blend ideale e che insiste attorno alla formula 50% Bussia 30% Mosconi e un 20% di Mariondino a dare leggerezza: il risultato è un classico pepato balsamico con inizio di incenso, viole e frutto intenso, scuro ma non massiccio, tratti di sangria festosa subito smorzati da frescura di senape verbena e pepe, sorso con tannino che lascia il segno a lungo nel palato solcato da rivoli balsamici. 93

 

Non solo Barolo in questo assaggio ma anche l’ormai ben conosciuto Brut e un curioso Alba DOC che rievoca come idea i tempi (gloriosi?) della fine degli anni ’90 quando la Langa sembrava andar dietro ai miraggi dei SuperTuscan, sfornando fantasiosi assemblaggi merlot/cabernet/nebbiolo, puntualmente premiati dalla critica e capaci di avvicinare al Piemonte i bevitori più amanti di vini accessibile e immediati che però se ne sono dimenticati in fretta direi…

Alba Doc Vegliamonte 2016
Vino da assemblaggio di uve tra 85% nebbiolo e 15% barbera ma proveniente da un importante crocevia a 400 mt tra Barolo, Diano d’Alba e Barbaresco, un’azienda rilevata di recente con bella esposizione al sole e discreto anticipo di maturazione, con la splendida vista della corona delle Alpi (da cui il nome). Note di legno nuovo e bello, profondo, ricco di more di rovo e rafano, pino silvestre e cipresso, sorso ricco con i giusti spigoli ma che si risolve in bella dolcezza fruttata, sorso che resta. 91

Parusso Brut
100% Nebbiolo vendemmiato in parte a 11% del suo potenziale, vinificato in parte acciaio e in parte legno più un misto di nebbiolo concentrato passito come liqueur de tirage a dare profumo, profondità e tannino. Il risultato sono bollicine molto più adatte alla tavola che all’aperitivo grazie anche ad una tecnica di scuotimento peculiare sulle bottiglie per promuovere autolisi di lieviti, quasi tutti riassorbiti. Naso finissimo cremoso tutto fragola e mirtillo, cassis e lavanda, gustoso sferzante e croccante di lievito e panificazione. Nebbiolo in versione alternativa ma sempre riconoscibile nella sua rotondità e nel rinfrescare il palato. 90

 

ANDREA GORIQuarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

 Puyallup Elementary Campus Connections - Cascade Christian School

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Zampaglione Don Chisciotte 2008 Intravino ago 2017 Giannone ...

PARUSSO'S BAROLO 2016 SELECTION CONFIRMS THE GREATNESS OF THE VINTAGE

by ANDREA GORI

 We have not enjoyed as much as we wanted, for now, the magnificent 2016 vintage in the Langa but we are making the tastings of the great producers online, with the relative calm due to the Covid19 emergency. Let's say right away that all the great magic of the vintage is confirmed with its pressing tannin, firm, tense but never aggressive combined with a beautiful fruit flesh that fortunately does not reach the excesses of 2015 keeping on the tracks of a classic taste. Another very clear figure is the role and rank of the crus and the vineyards which, as often happens in the great vintages, reveal all their potential and character. Marco Parusso and his 2016 range are no exception, showing a splendid definition of fruit and tannins but also the irrepressible fabric of the vineyards.

Parusso wines are not simple objects to handle because concentration, wealth and intensity are rather in contrast with the thinness and diaphanous splendor sought by many tasters, but follow the ideas of its creator who for years now has followed a philosophy and a unique practice in the Langa , with a slightly early harvest of Nebbiolo and a continuation of a few hours in the cellar of the ripening of the grapes in an atmosphere saturated with propolis to go to the press with softer skins mixed with stalks.

Stems that are also used to trigger controlled oxidative processes that will accompany the evolution of wine in hot working both in the rotomacerators and in the barrels where the high porosity continues the oxygen treatment. A long oxidation, however controlled, because the use of lees in the barrels (up to 8lt per container) acts as a reducer of the situation. What emerges from the glasses is impressive in terms of clarity and cleanliness not penalizing the character of the wines in winemaking, making bottles something to be appreciated calmly, but if possible, let’s you often returning to the same wine several times over several days to appreciate about it, especially in youth, all the nuances.

 

 Barolo Mariondino DOCG 2016 We are in Castiglione Falletto on the right side between Cavallotto and Monprivato just before moving to Monforte, the exposure is all north west with lots of sand, a lot of spice, soft color and less incisive tannin than other areas, with sensations of yellow citrus, spicy sunny character, pepper and cumin, enjoyable sip of peach, dried apricots, length and firm, animated and electric, of poignant substance and lightness. 95

Barolo Mosconi DOCG 2016 We are in Monforte with the morning exposure (in front of Cascina Francia) and below we have more clay than sand (marl and white tuff) and therefore more masculine wines among red and black citrus fruits, dark spice between musk and black pepper, definitely still back with the time but pungent and tasty, a dark knight character completed by Dominican tobacco, important toasts, mouth far behind but tannin that pleasantly attacks the palate. Balsamic finish with powerful traces of laurel and mentholated talc. 94+

Barolo Bussia 2016 DOCG Exposure since in the morning, we are close to the beginning of the Rocche di Castiglione with the Rocche vineyard  "more kashmir than silk" with south / south-east exposure, fine limestone, almost talc. More finesse and elegance, always the first large vineyard to harvest, combined with the more intense Munie vineyard (south / west). Notes of citrus and bladder cherry, extreme but sumptuous tannin, grows at a distance and gives emotions in ups and downs of sweetness (almost peach and apricot at times) and bitter, umami and sugary, balsamic and earthy, a beautiful fresco of Langa where also hazelnuts, laurel and toasted almonds peep out along with camphor and violet cloaked in incense. 96

Barolo Classico "white label" DOCG 2016 An ideal blend that insists on the formula 50% Bussia 30% Mosconi and 20% Mariondino to give lightness: the result is a classic balsamic pepper with the beginning of incense, violets and intense fruit, dark but not massive, traces of sangria festive immediately dampened by the freshness of verbena mustard and pepper, sip with tannins that leaves its mark for a long time on the palate furrowed by balsamic rivulets. 93

 

Not only Barolo in this taste but also the now well-known Brut and a curious Alba DOC that recalls as an idea the (glorious?) times of the late 90s when the Langa seemed to go after the mirages of the SuperTuscan, churning out imaginative assemblies merlot / cabernet / nebbiolo, punctually rewarded by critics and able to bring to Piedmont the most accessible and immediate wine-loving drinkers who, however, forgot about it quickly I would say ...

 

Alba Doc Vegliamonte 2016 Wine from grape assembly between 85% nebbiolo and 15% barbera but coming from an important crossroads at 400 meters between Barolo, Diano d'Alba and Barbaresco, a company recently detected with good sun exposure and moderate advance of ripening, with the splendid view of the crown of the Alps (hence the name). Notes of new and beautiful wood, deep, rich in blackberries and horseradish, scots pine and cypress, rich sip with the right edges but which resolves into beautiful fruity sweetness, sip that remains. 91

Parusso Brut 100% Nebbiolo harvested in part with 11% potential of the grape, vinified with a part in steel and a part in wood plus a mixture of concentrated Nebbiolo passito as a liqueur de tirage to give perfume, depth and tannin. The result is bubbles that are much more suitable for the table than for an aperitif thanks also to a special shaking technique on the bottles to promote autolysis of yeasts, almost all reabsorbed. Very fine, creamy nose all strawberry and blueberry, cassis and lavender, tasty lashing and crunchy yeast and bread making. Nebbiolo in alternative version but always recognizable for its roundness and for refreshing the palate. 90

 

ANDREA GORI - Fourth generation of the Gori family - restaurateurs in Florence since 1901 - is the first to seriously deal with wine. Biologist, researcher and geneticist, he began his sommelier studies in 2004. It will take him 4 years to become European vice champion. In public he denies, but believes in the supremacy of Tuscany over other wine regions, despite having a soft spot for Burgundy and Champagne. For all is known as the "computer sommelier".

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