Gli ospiti si sono seduti intorno a un tavolo, hanno indossato mascherine sugli occhi e nei primi venti minuti hanno assaggiato i vini ascoltando musica e senza parlare tra loro. Soltanto dopo è intervenuto Luca Boccoli per l’analisi degli assaggi. «È stato molto interessante» dichiara Marco Parusso, «osservare questa degustazione al buio. Ho notato una grande libertà nel condividere le proprie sensazioni da parte dei partecipanti. Gli scambi si sono spostati sul registro emozionale, diretto, nel pieno rispetto dell'altro. Ho avuto l’impressione che i miei vini non siano stati valutati come succede tradizionalmente in una degustazione, ma abbiano assunto una dimensione più intima, evocati per quello che sono, nella loro interezza».
Intervista a Luca Boccoli
Qual è la storia di Luca Boccoli e da quando realizza queste degustazioni al buio? Lo
abbiamo intervistato per scoprire meglio la sua attività.
Quando ha iniziato a degustare vino e quando è cambiata la sua vita?
«Ho iniziato il mio percorso nel mondo enogastronomico da giovanissimo studiando all’Istituto Alberghiero e ho lavorato come sommelier professionista per 30 anni con l’ausilio della vista. Poi, sei anni fa, dopo un brutto incidente in moto, mi sono risvegliato dal coma con questa disabilità e ho cercato di rendere le cose più belle avvicinandomi nuovamente a ciò che sapevo fare e alle mie passioni. Non è stato facile, ma questa nuova vita al buio mi ha dato gli stimoli per continuare a fare il mio mestiere anche se in modo diverso».




Irene e Luca.