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FAMELICI - Vini italiani e rossi da scoprire: tra crisi e rinascita

Famelici

Qualità in crescita, clima instabile e un mercato che cambia: la vendemmia 2025 racconta un vino italiano in trasformazione, soprattutto nei rossi

 

cantina parusso in piemonte

La vendemmia 2025 si chiude con uve di grande qualità e volumi tornati vicini alla normalità, ma lascia i produttori davanti a nuove sfide: cambiamento climatico, consumi in evoluzione e una crisi dei vini rossi che è anche culturale. Tra adattamento in vigna, tecnologie di cantina e un nuovo linguaggio del gusto, il vino italiano prova a reinventarsi.

Dal Piemonte alla Sicilia, tre vini italiani e rossi simbolo mostrano come leggerezza, bevibilità e racconto possano diventare le chiavi per affrontare il futuro, senza rinunciare all’identità dei territori.
La vendemmia 2025 si è conclusa lasciando ai produttori di vino una sensazione agrodolce: dolce per la qualità delle uve e il ritorno a volumi più vicini alla normalità, agra per un mercato lento, con scorte elevate e margini sotto pressione.

(...)
Come superare la crisi dei vini rossi
Marco Parusso, è convinto che “«in parte, la crisi dei vini rossi ce la siamo meritata. È rimasta
una vinificazione vecchia, in cui l’alcol si percepisce immediatamente, e spesso anche il
racconto dell’evoluzione del vino finisce per appesantire la narrazione. Io produco vino rosso
da sempre, ma dal 1990 ho iniziato a fare anche vini bianchi: lì ho imparato tecniche che poi
ho trasferito nei rossi.
Nel vino bianco, anche a parità di gradazione, l’alcol si avverte meno al naso e non asciuga la
bocca!

Comunicare il vino: abbinamenti e narrazioni
È vero – continua Marco Parusso . la vinificazione in bianco è più semplice, ma oggi la
tecnologia ci aiuta a semplificare anche quella dei rossi, soprattutto nella fase della
fermentazione. Serve rinnovare: utilizzare le nuove tecnologie, modernizzare la produzione,
lavorare sulla maturazione dei tannini. E poi comunicare di più, soprattutto sugli abbinamenti
con i piatti. In definitiva, il vino buono non ha colore.
La mia vera sfida – conclude Marco Parusso – è produrre un Barolo eccellente e al passo con i
tempi. Il Barolo è come un rinoceronte: per farlo ballare bisogna essere davvero bravi. Io
voglio esaltarne la nobiltà e farla conoscere.»

Vini italiani e rossi da scoprire: 3 grandi proposte
Non bottiglie appena uscite, ma vini simbolo di produttori e territori che nel 2025 mostrano
come si può reagire a clima, mercato e crisi dei rossi.
Ecco tre vini che si abbinano bene al ritorno alla routine dopo i festeggiamenti natalizi con una
cucina più semplice, antipasti meno ricchi e pomeriggi trascorsi davanti alla tv. Ogni vino
nasconde molte storie, solo parzialmente raccontate dall’etichetta.

Langhe Nebbiolo Parusso: il Piemonte che alleggerisce
cantina Parusso in piemonte
Se c’è una cantina che negli ultimi anni ha imparato a togliere, più che ad aggiungere, è
Parusso. Il Langhe Nebbiolo diventa qui la risposta più onesta alla crisi dei rossi: meno
estrazione, tannini più gentili, una bevibilità che non rinnega il carattere ma lo rende
quotidiano. È il Nebbiolo che nelle annate più giovani accompagna una cucina semplice, che
non chiede silenzio reverenziale ma conversazione. Un vino che racconta come anche territori
storicamente legati alla potenza stiano cercando una nuova misura.

Nebbiolo Ël Sartù Parusso: tradizione e freschezza
Parusso – “Ël Sartù”
Il Langhe Nebbiolo di Parusso racconta la voglia di alleggerire i rossi senza tradire il carattere.
Estrazioni più delicate e tannini educati trasformano un classico piemontese in un vino
quotidiano: elegante ma immediato, perfetto per accompagnare sapori autentici, come se il
2025 chiedesse di parlare piano e senza pretesa di eccedere.

L’annata 2023
Nebbiolo Ël Sartù Parusso: tradizione e freschezza
Una vera istituzione del Langhe Nebbiolo, “Ël Sartù” è uno dei vini iconici di Parusso. Viene
prodotto da uve provenienti dai vigneti situati a Monforte d’Alba in Località Ornati e Mosconi,
appartenuti in passato al sarto del paese, in piemontese ËL SARTÙ. I profumi sono freschi e
fragranti, con un ampio bouquet floreale. Al palato si percepiscono le note di piccoli frutti rossi
e da delicate note floreali di viola. I tannini dolci e vellutati sono sinonimo di gioia e piacere.

Annata 2025: clima e prospettive
Sulla collina di Bussia, Parusso ha registrato temperature estive elevate. Settembre ha avuto
un andamento climatico variabile: giorni molto caldi si sono alternati a giornate fresche. A fine
settembre un abbassamento a 10 gradi, ha creato un clima ideale per affinare i profumi e per
far maturare i tannini del Nebbiolo.
La raccolta in azienda è finita a inizio ottobre. “I grappoli – dice Marco Parusso – si sono
presentati maturi, sani, più piccoli e spargoli del solito di buon equilibrio tra zuccheri e acidità.
Tutto ciò preannuncia un’annata eccellente. Ci aspettiamo grandi risultati dal Barolo” .
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